NON PIÙ COME UNA VOLTA L’EMIGRAZIONE ITALIANA NEL MONDO

Servizio di CONCETTO LA MALFA
Per circa un secolo, dalla metà del diciannovesimo secolo, l’emigrazione italiana nel mondo apparteneva ad una categoria particolare di soggetti (ed erano in molti) che lasciavano lo stivale per cercare lavoro e fortuna altrove. Consistenti i flussi emigratori tra le due guerre mondiali e subito dopo la seconda. Poi, a seguito del poderoso processo di ricostruzione, l’Italia conobbe un periodo di boom economico in cui divenne meta di stranieri in cerca di lavoro. Ma dal 2008 questo trend si è invertito e ancora una volta l’Italia e’ un Paese di emigrazione, con la differenza che ora, a lasciare il Paese non sono più i piu’ poveri, ma soprattutto giovani laureati, che, ohimè, dove son nati non trovano lavoro. Quindi non più gli emigranti dalle valigie di cartone di una volta ma una schiera di soggetti, in massima parte istruiti, preparati e sofisticati.
L’Irlanda, nel suo piccolo, è infatti una delle destinazioni preferite da tanti giovani italiani che, dopo la laurea, specialmente quelli che hanno studiato un po’ di inglese, vengono a cercare e trovano, nella stragrande maggioranza dei casi, lavoro. Dopo i rumeni e i polacchi gli italiani residenti in Irlanda sono la terza più grossa comunità dall’Europa continentale. Quanto alla facilità di trovare lavoro in Irlanda ricordo ancora il caso di una ragazza romana, laureata con una discreta conoscenza della lingua inglese, che, giunta a Dublino, dove era precedentemente venuta in vacanza qualche anno prima, trova lavoro a Dublino in tempi straordinariamente brevi.
La ragazza arriva il giovedì, va in giro a distribuire il suo curriculum il venerdì, il lunedì successivo viene chiamata per un colloquio da una banca internazionale e il giorno dopo vi comincia già a lavorare. Una cosa del genere raccontata in Italia, ha il sapore di astronomia!