UNIONE EUROPEA SULL’ORLO DELLA DISGREGAZIONE? Servizio di Concetto La Malfa

(Foto storica della Riunione della Commissione Ortoli nel dicembre 1973)
Dopo 61 anni dalle sue origini, l’Europa unita sta rischiando la disgregazione. Fu con il trattato di Roma del 1957, dodici anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, che sei nazioni, Germania Occidentale, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, gettarono le basi della cosiddetta Unione Europea.
Integrazione, libera circolazione di beni, servizi e persone, e armonia politica tra le nazioni partecipanti erano nello spirito di un’Europa unita con l’obiettivo ultimo di disinnescare qualsiasi scintilla che potesse condurre alla guerra.
Dal 1957 un numero sempre maggiore di paesi ha aderito a questo club europeo. Per alcuni, tra i più piccoli, l’UE ha significato prosperità e progresso, per alcuni altri riaffermazione del loro prestigio nazionale, mentre per alcuni membri  riluttanza a sacrificare parte o tutta la loro sovranità, un sentimento che si fa sempre più palese.
Riguardo a quest’ultimo, si comincia a vedere già qualche crepa, la Gran Bretagna ne è l’esempio tipico. L’attuale impasse della Brexit incarna la posizione di un paese che, dal suo ingresso nell’Unione nel 1973, ha goduto di tutti i benefici derivanti dall’essere membro della grande famiglia europea, ma allo stesso tempo non si è mai integrato con essa  in misura ragionevole. Coloro che credevano che la Gran Bretagna avesse perso la propria sovranità incensati dallo slogan “Gran Bretagna ai Britannici” hanno poi avuto il sopravvento in sede di  voto nel referendum sulla Brexit. Qualcosa di simile è avvenuto negli Stati Uniti con  l’elezione di Trump quale presidente.
Il nazionalismo è un animale difficile da uccidere, e quando è provocato e fomentato dall’insorgenza del populismo, ormai dilagante in Europa e nel mondo, si può capire l’attuale impasse tra Francia e Italia, due dei paesi fondatori dell’Unione, che sono ai ferri corti, con Macron che richiama l’ambasciatore francese in Italia per una polemica scoppiata a causa di un’avventata visita in Francia del vice primo ministro italiano Luigi di Maio a sostegno dei gilet gialli francesi.
Quello che sta accadendo ora in Europa ci dice che l’UE non è perfetta. Alcuni aspetti di questa organizzazione altamente burocratica richiedono riforme urgenti. Per citarne solo un paio,  una è la questione della migrazione che dovrebbe essere regolata in termini di equità tra gli stati membri, l’altra è l’austerità troppo rigida che impone ai paesi membri al momento di crisi economiche.
Ma al di là di queste considerazioni di base, cominciano ad affiorare altre crepe che rischiano di disgregare l’Europa.



Share This