UMANITA’ SULL’ORLO DEL PRECIPIZIO TRA IL BENE E IL MALE

Una recensione dell’IRISH TIMES ha presentato il libro “The Precipice-Existential Risk and the Future of Humanity” del filosofo australiano Toby Ord che fa parte del Future of Humanity Institute presso l’Università di Oxford. Ord paragona l’umanità ad “un adolescente le cui capacità fisiche sono in rapido sviluppo, un po’ indietro in termini di saggezza e autocontrollo, a cui interessa poco il futuro a lungo termine e con un esagerato appetito per il rischio”.
Il rischio dell’umanità è iniziato con l’uso della bomba atomica seguito dalla disponibilità di armi biologiche per le quali è stata costituita una Convenzione nel 1972 con un bilancio pari a quello di un comune McDonald’s.
Poi, secondo Ord, c’è l’intelligenza artificiale, il progresso tecnologico e, da non trascurare, il riscaldamento del globo, uno dei prodotti dell’uomo, che potrà raggiungere i 13 °C nel 2300 considerato che bastano 4-6 °C per distruggere l’intero ecosistema del pianeta.
In poche parole l’umanità si trova sull’orlo di un eponino precipizio, con due possibilità, quella dell’estinzione da una parte, o dell’opportunità di inimmaginabili progressi. Per quest’ultima ipotesi fa capire Ord, l’umanità dovrà aprire gli occhi e maturare.

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