THERESA MAY IN PASTO ALLE BELVE – Analisi politica di Concetto La Malfa

Ne abbiamo viste di cotte e di crude. Bisogna però avere compassione e considerazione per la PM Theresa May, una donna di assoluta integrità che, dopo aver ereditato un “calice avvelenato” chiamato Brexit dalla precedente amministrazione, ha combattuto come una leonessa ferita contro ogni previsione per ottenere il suo accordo di uscita dall’UE approvato in Parlamento. Questo accordo è già stato rigettato tre volte e prima di ripresentarlo alla Camera dei Comuni per la quarta volta la May ha cercato disperatamente di adattarlo per accontentare un po’ tutti coloro che chiaramente non sanno esattamente quello che vogliono, in un groviglio di opinioni, l’una diversa dall’altra. Ma a quanto pare uno dei ritocchi finali che la May ha apportato al suo accordo, l’offerta ai parlamentari di un voto sull’opportunità di tenere un secondo referendum sulla Brexit, ha suscitato reazioni negative tra il suo circolo politico piu’ vicino. Le dimissioni di Andrea Leadsom, Leader della Camera dei Comuni sono state le ultime di una serie di defezioni e dimissioni iniziati piui di un anno fa. La precaria posizione della May in questo momento può essere paragonata a quella di una martire nel Colosseo in attesa del pollice in giù per dimettersi.
Inutile dire che ciò che abbiamo visto negli ultimi due anni sia a Westminster che nella posizione assunta dal popolo britannico è semplicemente incredibile. Il livello di immaturità politica e la presenza di preconcetti sull’Europa da parte dell’elettorato ha fatto capire che gli inglesi non sono mai stati minimamente integrati in Europa né lo saranno mai. Solo pochissimi dei più anziani esponenti politici inglesi sono d’accordo sul fatto che Brexit è stato un errore colossale.
Se e quando Theresa May decide di dimettersi, è legittimo chiedersi se un altro leader conservatore e primo ministro possa, meglio di lei, risolvere il problema Brexit. Molto probabilmente non farà alcuna differenza. I prossimi giorni o settimane lo diranno.



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