PROSSIMO REFERENDUM COSTITUZIONALE IN ITALIA: RISVOLTI E RIPERCUSSIONI – Servizio di Concetto La Malfa

Per l’italiano medio che non si interessa tanto di politica, o per l’uomo della strada come si direbbe, il Referendum del 4 dicembre 2016, importantissimo nelle sue premesse, vorrebbe, in sintesi, chiedere agli italiani se siano d’accordo o meno sull’abolizione del bicameralismo paritario a favore del bicameralismo differenziato, la diminuizione del numero di parlamentari, di senatori per essere precisi, da 315 a 100 e l’abolizione del CNEL. Un enunciato semplice da capire, d’altra parte sono molti quelli che hanno sempre creduto che l’Italia strapaga i nostri parlamentari e che un risparmio su questo capitolo di spesa farebbe bene ad un’Italia deficitaria. Fin qui sembra tutto chiaro, No? Invece, se l’elettore conoscesse i risvolti e le ripercussioni dell’esito di questo referendum, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa, sarebbe quantomeno sbalordito e francamente non saprebbe cosa fare, se votare per il SÌ o per il NO. Da tenere anche conto che quelli che appoggiano il No vedono nell’abolizione del bicameralismo una maggiore concentrazione di potere in una struttura parlamentare piu’ snella.
Altri fattori intorbidiscono questo cruciale referendum. Da una parte c’è Renzi che, almeno inizialmente, ha promesso che se il NO dovesse trionfare, si dimetterebbe dalla vita politica. La stessa cosa farebbe, a sua detta, il senatore Mario Monti. Giocando tutte le sue carte politiche sul Referendum, un po’ come e’ successo a Cameron col Brexit, Renzi rischia di personalizzarlo e pertanto incoraggiare molti, a cui egli non risulta simpatico, a votare No.
Poi c’e’ la Merkel che ha lasciato intendere che l’Italia deve lasciare l’Europa se vince il No.
Molti osservatori sono d’accordo sul fatto che dal punto di vista macroeconomico l’Italia, ahimè, non è altro che un protettorato tedesco e la Merkel, per la quale la stagnante economia italiana è una spina al fianco, crede che un No al referendum provocherebbe una destabilizzazione politico-economia dell’Italia ancora più tossica, e che pertanto l’Italia farebbe bene ad uscire dall’euro.
Ricordiamo che a suo tempo Renzi ha chiesto all’UE regole fiscali più elastiche ma la Germania le ha bloccate con il proprio veto. Renzi ha anche chiesto il bailout per le banche italiane, ma la Germania non glie l’ha permesso.
Questo a grandi linee i rapporti con l’UE, mentre nell’ambito domestico troviamo due fronti politici schierati l’uno contro l’altro. La sinistra PD con a capo Renzi per il SÌ da una parte, e la coalizione 5 Stelle e Lega Nord per il NO dall’altra. Vacci a capire!

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