L’ITALIA E LA PAURA DELLA DERIVA “FASCISTA” Servizio di Roberta Capanni e Nadia Fondelli

Il nuovo Governo italiano pare non godere di buona fama all’estero dove si pensa che la nuova alleanza possa essere l’anticamera di un regime di destra.
E’ l’inefficienza dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni che hanno portato il paese all’insoddisfazione a causa della perdita di contatto dalla realtà della politica di sinistra che ha fatto sì che forze diverse entrassero in gioco.
Un’insoddisfazione che ha spalancato le porte al voler voltare pagina, come si fa in democrazia, anche se gli italiani sanno bene che sarebbe più facile emigrare che continuare a vivere in un paese dove la burocrazia più ottusa ferma ogni iniziativa e dove ci si sente più sudditi che cittadini.
La propaganda politica dei perdenti alle ultime elezioni ha creato e crea ogni giorno false notizie che mirano a far credere che il paese si stia avviando verso una perdita di democrazia.
Si rispolverano fantasmi del passato e le cassandre annunciano un futuro funesto. In realtà accade il contrario, il vento di novità e voglia di crederci spira forte e qualunque persona che sia libera da ideologie politiche se ne può rendere conto con facilità.
La mano “forte” del ministro dell’interno Matteo Salvini sugli sbarchi in Italia è stata vista come un imposizione ma era solo un mezzo per far sì che gli altri membri dell’UE, finalmente, prendessero coscienza di una tematica delicatissima che non si può lasciare sulle spalle di un solo paese.
La gestione dei migranti in Italia è fallimentare e non certo per colpa del governo nato dalle ultime elezioni.  Il paese non è mai stato razzista e l’accoglienza, per sua natura, è sempre stata una delle qualità degli italiani ma si è creata ad arte una sorta di “guerra tra poveri”.
I ceti più bassi, uniti a quello medio ormai impoverito, cercano di difendersi come possono. Anche con il voto spazzando via con decisione il falso buonismo che alimenta il business della tratta degli esseri umani.
La tragedia di Genova, con il crollo del ponte Morandi e le 43 vittime, sono lo specchio di chi fin qui ha governato il paese facendo gli interessi di pochi anche contro i cittadini e lucrando sulla loro sicurezza.
Gli oppositori del Movimento Cinque Stelle e della Lega vincitori delle elezioni di primavera paventano un ritorno al passato e parlano di “pericolo fascista” senza considerare che son passati 96 anni dall’avvento del fascismo in Italia e che nel frattempo, durante lo scorrere del “secolo breve” il mondo è cambiato.
E mentre la sinistra italiana continua a far commemorazioni astiose di fatti accaduti nel ’44 e a divulgare false notizie, i nuovi eletti vanno diritti per la loro strada cercano di ascoltare veramente le istanze dei cittadini più deboli nella speranza  di far ripartire il paese.
Un paese distrutto da anni da sorda burocrazia, tasse medievali e clientelismi.



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