LE GRANDI CORPORATION, GOOGLE, FACEBOOK, MICROSOFT AI LIMITI DELL’UMANA TOLLERANZA!

Ora vi racconto. Parliamo prima di Microsoft. Dopo avere usato per anni Microsoft Office 2007, avendo acquistato un nuovo computer che ti viene dato con l’ultimo grido di Office, gratis per po’ ma a pagamento annuale dopo alcuni mesi, sono stato perseguitato in maniera subdola online da Microsoft per farmi scaricare il loro nuovo Office, fino al punto da incappare in un pasticcione fra il vecchio office da me utilizzato e quello nuovo (probabilmente con il loro zampino). Ho dovuto pertanto decidermi a fare a meno del mio vecchio office e scaricare il nuovo che chiamano Office 365, pagando subito la prima retta di €69.
Ebbene i programmi di questo nuovo set sono elaboratissimi e per barcamenarmi mi ci è volto molto tempo. È già da due giorni ho cercato di importare in Publisher dallo scanner della mia stampante un’immagine da elaborare per il mio lavoro. Ohimè, mi accorgo che il nuovo Publisher non ha la funzionalità diretta di inserire un’immagine dallo scanner. (Evviva la modernità!). Dopo tante ricerche ho trovato il modo di chattare su questo problema con Microsoft, che ti fa enunciare il problema e poi ti presenta un conto di €1 per consultare un esperto. Non tanto per la somma richiesta, ma per principio non ho pagato nulla. Poi ho telefonato a Microsoft Ireland. E qui comincia il bello. Sono passato attraverso 5 o 6 barrage di opzioni, premi 1, 2 o 3 e via di seguito, finché ho potuto parlare con un tecnico, il quale ha prima voluto sapere cosa avevo mangiato per colazione, per così dire, e poi mi ha chiesto di dargli il permesso di prendere in carico il sistema del mio computer per guardare certe cose, esperimento che non è andato in porto in quanto ha dovuto poi trasferirmi ad un altro esperto. A questo punto la mia richiesta originale di spiegazione del perché il nuovo Publisher non ha la funzionalità da me desiderata, si è persa nella nebbia di avvilenti procedure tecno-burocratiche di codici, numeri di registrazione di ticket per il servizio e simili, al che, stufo di non ottenere nulla dopo mezz’ora al telefono ho desistito. Tra l’altro ho scoperto il modo di aggirare l’ostacolo con le mie modeste capacità in termini di software.
Poi parliamo di Google, che da un po´di tempo ti dice o avvisa di questo o quest’altro, e se segui le loro procedure per curare qualche discrepanza nei tuoi account, e digiti lo username e la password corretta ti dice che uno dei due è errata. Provi e riprovi, ma nulla di fatto, fino al punto da desistere dall’impresa. Poi parliamo delle apparizioni massacranti di annunci ogni qualvolta devi cercare qualcosa utilizzando il loro motore di ricerca. E non solo, se scopri che c’è un programmino che ti serve scaricare, ti presentano tutt’altro da scaricare tranne il programma che ti serve. Tutti d’accordo con i loro inserzionisti., ovviamente, per far soldi. È importante che loro navighino nell’oro sbattendosene altamente dell’utente. Un vero martirio.
Infine, diciamo qualcosa di Facebook. È ormai da più di un mese che quando creo un post sulla mia pagina, o non me la fa caricare annunciandomi a caratteri rossi che si è verificato un problema “sul quale stanno lavorando” o, se riesci a crearlo, ti fa poi lo scherzo che non te lo fa condividere agevolmente. E se poi lo condividi con uno o più dei tuoi amici, non ti enumera le condivisioni sotto il post condiviso, così non sai se le tue condivisioni siano andate in porto o meno. Ho segnalato il problema almeno venti volte. Niente da fare il colosso miliardario non è ancora riuscito a risolvere il problema.

Share This