LE CONSEGUENZE A LUNGO TERMINE DEI PROFUGHI

Nel 18 ° secolo Thomas Malthus nel suo saggio sul Principio della Popolazione osservava che la popolazione mondiale prima o poi sarà soggetta a carestia e malattie, generando così  ciò che  va sotto il nome di “catastrofe malthusiana”.

Egli mise sull’avviso che la crescita della popolazione potrebbe essere maggiore della capacità  del nostro pianeta  di  sfamare  la sua  popolazione.

Non abbiamo raggiunto questi limiti ancora, ma i massicci movimenti migratori di persone da un angolo dell’Europa ad un altro a cui stiamo presentemente assistendo,  è come un campanello d’allarme per l’impatto che queste migrazioni umane sono destinate ad avere sulle statistiche vitali delle popolazioni delle nazioni europee.

È un grande dilemma!

Da una parte il dovere umanitario quale società civile ci dice che dobbiamo prestare aiuto e offrire riparo ai profughi provenienti da paesi dilaniati da guerre, dall’altra,  a seconda del loro numero, inevitabili conseguenze sono facilmente immaginabili.

È possibile che i rifugiati provenienti da culture, modus vivendi e religioni diverse possano integrarsi con le popolazioni ospitanti. In tal caso, possono rivelarsi un vantaggio per chi li ospita, purché esistano nei paesi di adozione pari e aggiuntive opportunità di lavoro. Se invece non si integrano, preferendo il sentiero della ghettizzazione, e se dovessero competere con la gente del posto in una situazione di cattiva distribuzione e disponibilità di lavoro nel paese di accoglienza, è facile pensare alla possibilità di pericolosi conflitti.

In tal caso saremmo di fronte ad una situazione alquanto ironica di masse di profughi provenienti da regioni destabilizzate che, a loro volta,  generano destabilizzazione nei loro paesi adottivi.

La maggior parte di questi migranti, e sono milioni, mirano a stabilirsi in Germania, Gran Bretagna e altri Paesi del Nord Europa. Ma, con il rapido moltiplicarsi di giorno in giorno del loro numero, non è concepibile che solo pochi paesi abbiano la capacità di assorbire tali ingenti masse di sfollati.

L’Unione Europea sta vagliando l’opportunità di stabilire quote per l’accettazione in maniera equa dei profughi da parte di tutti i paesi europei, un buon numero dei quali ha già problemi interni con percentuali considerevoli della popolazione sulla soglia della povertà.

Questo può sembrare uno scenario pessimistico, ma non è poi così lontano dalla verità. Un altro punto che, solo hanno  sollevato finora, è la possibilità di infiltrazione di elementi indesiderati decisamente pericolosi.

La maggior parte, se non tutti, di questi milioni di rifugiati proviene da paesi musulmani e l’ISIS, si sa, è una propaggine degenerativa del mondo islamico/musulmano. Come si può essere certi che alcuni elementi di questa setta malvagia, che è la causa principale dell’abbandono del loro paese da parte di milioni di siriani, non vengano in Europa a istituire cellule operative e causare caos in paesi altrimenti pacifici?

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