LA REPUBBLICA D’IRLANDA HA UN NUOVO GOVERNO, MA COSA CAMBIERA’?

UN’ANALISI DI CONCETTO LA MALFA
Mentre il regime politico in Italia tocca il fondo con la diatriba sul ripristino o meno del vitalizio ai parlamentari, in uno scenario nazionale di sfacelo in tutti i settori, la Repubblica d’Irlanda, la piccola Irlanda, continua a dare esempi di relativa saggezza politica con un nuovo governo di coalizione appena votato con dentro i due partiti storicamente nemici, insieme ai Verdi. Sono i partiti Fine Gael e Fianna Fail nati dalla guerra civile che si scatenò negli anni ’20 tra coloro a favore dell’indipendenza a tre quarti dell’isola dagli inglesi e coloro che invece non l’hanno mai digerita. Ma questa storica coalizione nasce non senza remore da parte di una nutrita opposizione, rappresentata soprattutto dal partito nazionalistico dello Sinn Fein che alle ultime elezioni aveva ottenuto un altissimo suffragio dall’elettorato grazie ad un manifesto politico che mirava ad un radicale cambiamento dello scenario politico irlandese. Pertanto tutto è cambiato per non cambiare nulla. Questa la remora dei socialisti puri che, come in tanti altri paesi, hanno sempre lamentato il galoppante divario tra i più e i meno abbienti. Ciononostante, la Repubblica d’Irlanda e uno dei paesi europei che forse meritano un certo plauso, perche’ sin dal suo boom economnico degli ultimi anni ’90 ha dismostrao di saperci fare.
Primo Ministro del nuovo governo è Micheal Martin (in foto) leader del partito Fianna Fail.

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