ITALIA vs EUROPA Servizio di Roberta Capanni e Nadia Fondelli

Le battute infelici del Commissario contro i paesi “non allineati” e il vero problema: il no deal Brexit
Sempre più tese le relazioni fra Italia e UE da quando si è insediato il governo giallo-verde del Premier Conte.
Dopo la nuova politica nella gestione dell’immigrazione clandestina che ha ridotto dell’80% lo sbarco dei barconi dei disperati sulle coste italiane e lo scontro sullo sforamento dei fondi europei arriva adesso un nuovo attacco.
Protagonista il Commissario europeo del bilancio, Günther Oettinger, che non ha mai nascosto la sua antipatia per il nuovo esecutivo italiano arrivando a definirlo “un pericolo mortale per l’Unione Europea”.
Oettinger del resto è colui che dopo l’insediamento di maggio si augurava che lo spread si impennasse “perché i mercati insegnassero agli italiani a votare meglio” e non ha mai perso occasione per attaccare Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
Curioso il tempismo di Oettinger che ricordiamo essere tedesco e politicamente vicino al Cancelliere. Attacca Salvini in piena emergenza nave Diciotti per la decisione di non far sbarcare a Catania immigrati clandestini; attacca Di Maio sui fondi versati (mentre si riflette all’indomani del crollo del ponte di Genova se certi denari non era meglio spenderli in sicurezza delle infrastrutture) e attacca oggi mentre l’esecutivo sta iniziando a discutere sulla nuova legge di Bilancio.
“Alcuni dentro l’Europa vogliono indebolirla o perfino distruggerla” afferma. E ha fatto i nomi! Polonia, Ungheria, Romania e Italia non a caso paesi politicamente a lui lontani e non intenzionati a farsi dettare le condizioni che hanno distrutto la Grecia per più generazioni dato che l’austerity imposta dalla UE, appena terminata, è costata davvero troppo, con aumentato della disoccupazione e riduzione della popolazione per almeno trent’anni.
Il vero spauracchio è però altrove nella Brexit e il possibile, ad oggi probabile, “no deal”.
Un problema reale a cui Oettinger non guarda e non solo per i britannici che vivono e lavorano nei 27 paesi membri della UE, ma anche per i 600.000 italiani del Regno Unito.
Senza accordo che ne sarà dei contributi pensionistici, dei servizi sanitari, del pagamento delle pensioni, delle regole sul commercio e la libera circolazione delle persone? C’è chi paventa anche problemi di ordine civile ma forse l’opzione migliore potrebbe essere proprio “nessun accordo”. Il libero scambio, specialmente con tre delle maggiori economie, Germania, Francia e Italia che verso il Regno Unito esportano in larga scala.



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