ITALIA IN RECESSIONE MA IL GOVERNO È OTTIMISTA

Italy's Prime minister candidate Giuseppe Conte leaves after a meeting with Italy's President Sergio Mattarella on May 27, 2018 at the Quirinale presidential palace in Rome. Italy's prime ministerial candidate Giuseppe Conte gave up on Sunday his mandate to form a government after talks with the president over his cabinet collapsed. / AFP PHOTO / Vincenzo PINTO

Roma, 31 gen. (askanews) – L’Italia è in recessione. Lo conferma L’Istat secondo la quale il Pil italiano si è contratto dello 0,2% nel quarto trimestre del 2018, rispetto al trimestre precedente. L’Italia, che ha visto già un calo del prodotto interno lordo dello 0,1% nel terzo trimestre, è entrata quindi in una fase di recessione tecnica. Cresce invece l’occupazione che a dicembre 2018 si è attestata al 58,8% (+0,1 punti percentuali) raggiungendo il livello più alto da aprile 2008, cioè da prima della crisi.

Contrariamente alle previsioni ottimistiche dell’esecutivo che solo a settembre 2018, in fase di approvazione del Def, proclamava l”abolizione della povertà”, gli italiani sono costretti a fronteggiare nuove difficoltà economiche, anche se per il governo giallo-verde questa situazione è frutto della cattiva gestione dei governi precedenti.

Così il premier Giuseppe Conte, parlando a margine del suo intervento all’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma.

“È un fattore transitorio – ha detto il premier – anche agli analisti più sprovveduti è noto che in questo momento c’è una guerra di dazi tra Stati Uniti e Cina che, come avevo detto al G7, ci troverà tutti perdenti e quindi la Germania per prima ci sta rimettendo. E siccome la Germania è il primo Paese per quanto riguarda le nostre esportazioni, esportiamo in Germania il 12%, 65 miliardi. È chiaro che questo effetto derivato da fattori esterni si produce immediatamente. Ma dal nostro punto di vista: nessuna preoccupazione, dobbiamo concentrarci sul rilancio della nostra economia che avverrà nel 2019 perché adesso iniziano a realizzarsi le misure economiche che abbiamo messo nella manovra e a svilupparsi il nostro piano per gli investimenti e tutte le misure che daranno alla nostra economia la possibilità di esprimersi. Tutto questo andrà a pieno regime nel secondo semestre del 2019, quindi non c’è ragione di perdere fiducia anzi c’è molto entusiasmo per questo 2019”.

Il quarto trimestre del 2018 – ha precisato l’Istat – ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in più rispetto al quarto trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e in quello dell’industria e di una sostanziale stabilità dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.