“IL PRINCIPE FELICE” DI OSCAR WILDE

Autore, drammaturgo e poeta irlandese, Oscar Wilde (16 October 1854 – 30 November 1900)  fu una figura letteraria popolare nella seconda metà del periodo vittoriano in Inghilterra. Dopo la laurea presso l’Università di Oxford, insegnò come poeta, critico d’arte e fu tra i principali sostenitori dei principi dell’estetismo. Nel 1891, pubblicò The Picture of Dorian Gray, il suo unico romanzo che fu giudicato immorale dai critici vittoriani, ma che è ora considerato una delle sue opere più importanti. Come drammaturgo, molte delle opere di Wilde sono state ben accolte, tra cui le sue commedie satiriche Lady Windermere’s Fan (1892), A Woman of No Importance (1893), An Ideal Husband (1895) e The Importance of Being Earnest (1895), la sua commedia più famosa. Non convenzionale nella sua scrittura e vita, la relazione di Wilde con un giovane portò al suo arresto con l’accusa di “grave indecenza” nel 1895. Fu imprigionato per due anni e morì in povertà tre anni dopo il suo rilascio all’età di 46 anni.
Wilde scrisse anche dei racconti di raffinata bellezza, come ad esempio quello intitolato “The Happy Prince”.
Ed eccone la trama:
In una città dove ci sono molte persone povere che soffrono, una rondine rimasta indietro dopo che il suo stormo è volato in Egitto per l’inverno, si posa sulla statua dedicata al defunto “Happy Prince”, che in realtà in vita non aveva mai conosciuto il vero dolore, poiché era vissuto in un palazzo dove il dolore non poteva entrare. Osservando varie scene di persone che soffrono in povertà dall’alto del suo monumento, il Principe Felice chiede alla rondine di prendere il rubino dalla sua elsa, gli zaffiri dai suoi occhi e la foglia d’oro che copre il suo corpo per donarli ai poveri. Mentre arriva l’inverno e il Principe Felice viene messo a nudo e spogliato di tutta la sua bellezza, il suo cuore di piombo si spezza e la rondine muore a causa delle sue azioni altruiste e del freddo intenso. Il popolo, ignaro delle sue buone azioni, tira giù la statua dal pilastro per sostituirla con quella del Sindaco e il metallo viene fuso in una fornace, ad eccezione del cuore spezzato e il corpicino inerte della rondine  che vengono gettati in un mucchio di polvere. Un angelo, considerandoli quali le due cose più preziose della città, li prende e li porta in cielo, per vivere in eterno, col benestare di Dio, nella sua “città d’oro” e nel giardino del paradiso.



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