IL CUORE DI DANIEL O’CONNELL

Daniel O’Connell, noto anche come The Liberator o The Emancipator (Cahersiveen, 6 agosto 1775 – Genova, 15 maggio 1847) è stato un politico e avvocato irlandese, figura predominante dell’Irlanda della prima metà del XIX secolo.
Difensore della popolazione cattolica irlandese, discriminata dalle leggi britanniche, lottò per l’emancipazione del popolo irlandese (Catholic Emancipation), ovvero l’abrogazione delle Leggi penali irlandesi, emesse nel corso del XVII secolo e nei primi anni del XVIII, che discriminavano fortemente i cattolici irlandesi rispetto agli anglicani. Si batté anche per l’abrogazione dell’Atto d’Unione del 1800 (Repeal) tra l’Irlanda e la Gran Bretagna.
In Irlanda è ricordato come il fondatore di una forma non-violenta di nazionalismo irlandese e della mobilitazione della comunità cattolica, in numero predominante nel territorio, come forza politica atta a raggiungere l’emancipazione.
Ma la sua vita nasconde un enigma che riguarda il suo cuore. Alla sua morte il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Glasnevin a Dublino ma il suo cuore a Roma nella chiesa di Sant’Agata. A quanto pare, però, non si riesce a trovarlo.
La scrittrice genovese Patrizia Monaco ha fornito una visione ironica dell’enigma con un monologo dal titolo “Una faccenda di cuore – Omaggio a Daniel O’Connell”, che è stato messo in scena stasera all’Istituto Italiano di Cultura dalla regista teatrale Mary Casey e recitato da Eric Haywood, coadiuvato da Lizzy Morrissey e Bernard Wade.



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