I COMPARTIMENTI STAGNO DELLA COMUNITA’ ITALIANA D’IRLANDA

È inutile, noi italiani, partoriti nel paese dei campanelli, riproduciamo all’estero, come diceva Luigi Barzini nel suo famoso libro “Gli Italiani”, tutti i pregi e difetti  inclusi il menefreghismo, la discriminazione tra di noi stessi che abbiamo un comune denominatore, quello di vivere in un paese straniero. Vi suona male questa asserzione? Ebbene continuate a leggere e capirete.
Senza andare troppo lontano, consideriamo la composizione fisionomica della comunità italiana oggi residente in Irlanda. Cominciamo con un’anteprima da me fornita, sottoforma di  qualificata valutazione personale, quale italiano qui residente da oltre 50 anni, editore per ben 36 anni di una rivista italiana stampata per italiani (31 anni) e direttore (5 anni) della  rivista italiana online italvideonewstv.net. Mica male, siete d’accordo, no?
Continuiamo dicendo che la nostra comunità in Irlanda comprende una vecchia generazione originariamente di non più di 5 mila soggetti qui emigrati tra le due guerre mondiali e subito dopo la seconda guerra mondiale. Questi, provenienti quasi esclusivamente dalla Ciociaria, sono stati, in massima parte i fondatori in Irlanda dei Fish and Chips.
Successivamente, a cavallo della tigre celtica degli ultimi anni ’90 e dopo, fino al giorno d’oggi, grazie all’offerta di un’abbondanza  di posti di lavoro soprattutto da parte di corporazioni d’oltreoceano operanti su terra irlandese, c’è stato un flusso immigratorio italiano in Irlanda di soggetti provenienti da tutt’Italia, in massima parte giovani laureati e specialisti che hanno trovato lavoro e si sono stabiliti nell’isola verde, portando il contingente italiano a circa 40 mila anime. Bello questo, direte. E poi potreste chiedervi “esiste simbiosi tra  i due ceppi emigratori vecchio e nuovo?”  La risposta è “no”.  E perché? Perché i nuovi arrivati se ne sbattono altamente di quello che gli italiani che li hanno preceduti  nell’Isola di San Patrizio, hanno fatto, con una totale ignoranza della vera storia della nostra presenza in questo paese che include, tanto per fare un esempio, tre personaggi importanti che dovrebbero farci sentire tutti quanti fieri, nella fattispecie Bianconi, Nannetti e Marconi. È veramente deprimente! Ma non solo hanno ignorato e continuano ad ignorare le figure storiche della nostra presenza in Irlanda, ma ignorano anche quei pochi italiani ancora in vita che hanno “storicamente” contribuito e non poco alla nostra integrazione in questa terra, come il sottoscritto che ha gestito un organo di stampa che è ancora presente col nome di italvideonewstv.net.
Ah, però, gli italiani più freschi sanno tutto di Radio Dublino fondato a Dublino da pochi anni (da parte mia sempre elogiato per il servizio che offre) ma se c’è qualcuno che crede che ci sia un filone di naturale, spontanea collaborazione tra Radio Dublino e italvideonewstv.net, i due pilastri giornalistici italiani in questo paese, si sbaglia di grosso perché questi sono e rimangono due compartimenti stagno, e, ve lo posso assicurare, non per colpa della rivista online da me gestita, la quale tra l’altro, per chi non lo sa, viene letta da centinaia di utenti al giorno da tutto il mondo, toccando in certe occasioni punte di utenza di 9000 letture al giorno!
Concetto La Malfa Editore italvideonewstv.net

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