ELEZIONI ITALIANE: TABELLINO DEI PARTITI

Novità con queste elezioni? Sì, e non poche. La recente avanzata delle forze politiche di destra aveva fatto supporre una vittoria dei partiti che le rappresentano, primi fra tutti l’M5s e la Lega capeggiati rispettivamente dal giovane napoletano Luigi Di Maio e Matteo Salvini, quest’ultimo il probabile prossimo Presidente del Consiglio.
Quello degli italiani è stato un voto contestatario delle vecchie guardie politiche e per ragioni diverse. In perfetta sintonia con l’ondata di populismo che ormai regna da anni in tutti i paesi occidentali. A nord il tema principale è stato la sfrenata immigrazione mentre a sud la deficitaria politica economico- sociale che ha prodotto tanta disoccupazione e alienazione soprattutto fra i giovani.
Ma attenzione, la storia della nostra vita politica ci insegna che gli italiani sono sempre stati pronti a cambiare le cose per poi accorgersi che non è cambiato nulla. Hanno originariamente votato Berlusconi, la voce del deserto, l’imprenditore (un po’ come Trump in America) in un momento di crisi per poi ritornare allo status quo. Lo ha sostituito Prodi, grande economista che ha subito applicato le buone regole dell’economia imperniate sulla necessità di pagare le tasse se si vuole uno stato che abbia mezzi adeguati per sopravvivere. Invece, ohimè, dite agli italiani di pagare le tasse e subito cambiano partito politico.
Staremo a vedere cosa succederà con il nuovo schieramento politico con un probabile capo nella persona di Matteo Salvini.
La questione che gli sta più a cuore è la regolamentazione dell’ingresso in Italia di centinaia di migliaia di immigrati, soprattutto nei confronti dell’EU che è stata restia a farla. È lo stesso tema sul quale il buon PM inglese Cameron si era battuto prima dello sfortunato referendum Brexit nel Regno Unito.
Molti osservatori sono d’accordo sul fatto che se c’è un problema che va risolto è proprio la questione migratoria a livello europeo e non solo italiano.
Ma i problemi dell’Italia non sono solo i seicentomila immigrati che l’hanno invasa negli ultimissimi anni, quanto il malcostume politico a livello epidermico, la sperequazione delle classi sociali, la disoccupazione, il debito pubblico, la perenne burocrazia, e poi è nell’insieme tutta la cultura e il modus agendi delle istituzioni, delle strutture pubbliche e private che vanno cambiate.
Riproduciamo qui di seguito una breve intervita a Matteo Salvini




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