DONALD TRUMP: PATOLOGIA DI UN PRESIDENTE – Un analisi di Concetto La Malfa (testo in italiano e inglese)

Dopo un discorso incendiario di Trump, migliaia di seguaci presenti hanno ieri preso letteralmente d’assalto l’edificio dell’US Capitol, che è il simbolo della tradizione democratica americana. Dentro l’imponente palazzo il Congresso era impegnato a ratificare la nomina di Joe Biden quale nuovo presidente degli Stati Uniti. Scene da paese del terzo mondo, con una donna uccisa durante l’assalto.
Ma alcune ore dopo, a seguito del coprifuoco ordinato dal sindaco di Washington, il Congresso ha ripreso ii lavori di ratifica della vittoria elettorale di Joe Biden.
Le scene di quello che è successo nella capitale degli USA rimarranno impresse nella mente di tutti. Dietro sollecitazioni da parte del nuovo Presidente eletto, Trump ha registrato un messaggio video agli americani pregando, da una parte, i suoi facinorosi seguaci di abbandonare la violenza e andarsene a casa, ma allo stesso tempo ripetendo con recidività che lui e i suoi seguaci sono stati “derubati” da elezioni irregolari, mantenendo pertanto la stessa tesi della cospirazione contro di lui.
Poi, in un suo ultimo messaggio ha promesso che la transizione di poteri a Joe Biden il 20 gennaio, avverrà in maniera ordinata e che comunque continuerà a battersi per provare la supposta irregolarità delle elezioni, malgrado il fatto che lo spoglio di dette elezioni è stato controllato ben 62 volte.
Donald Trump rappresenta un caso patologico mai visto nella storia presidenziale americana. Per quattro anni si è atteggiato quale “Messia” venuto a salvare l’America ed è riuscito a crearsi un esercito di apostoli seguaci pronti a tutto per difenderlo. È risaputo che da tempo l’America è nel mirino degli osservatori politici quale il paese in cui chi ha soldi campa e chi non ne ha more, il paese sulla cresta dell’onda di un capitalismo malato, il paese dalla malsana politica estera, il paese in cui i cittadini di colore non hanno mai avuto pienezza di diritti e trattamento o, quantomeno, lo stesso rispetto goduto dai cosiddetti bianchi.
Pertanto, se l’America doveva cambiare, l’immaturo elettorato americano avrebbe potuto votare al potere un vero socialista. Ma quattro anni fa ha preferito votare un personaggio populista di estrema destra che ha dimostrato di essere razzista, che ha disassociato l’America da accordi per la pacifica convivenza con altri stati (vedi l’accordo USA – Iran), che si è staccato da accordi mondiali per combattere il dilagante riscaldamento del pianeta, un personaggio che ha capito che avrebbe potuto, come ha fatto, mobilitare i suprematisti bianchi costruendo pretesti fasulli e colossali bugie, come la supposta irregolarità delle elezioni, per rendere l’America great e “ridare l’America agli Americani”, lo slogan preferito dai facinorosi suoi seguaci che hanno tutte le caratteristiche di una setta più che semplice affiliazione politica.
Trump è stato anche il presidente, nella storia d’America, che ha trattato i media con abominevole disprezzo, tacciandoli di spacciatori di “fake news” anche se, in quanto a “fake news”, è stato proprio lui il più grosso spacciatore con la fabbricazione della cospirazione basata sulla supposta irregolarità delle elezioni.
TRUMP: PATHOLOGY OF A PRESIDENT
After an incendiary speech by Trump, thousands of followers yesterday literally stormed the US Capitol building, which is the symbol of the American democratic tradition. Inside the imposing building, Congress was busy ratifying the nomination of Joe Biden as the new president of the United States. Scenes from a third world country, with a woman killed during the assault.
But hours later, following the curfew ordered by the mayor of Washington, Congress resumed work to ratify Joe Biden’s election victory.
The scenes of what happened in the US capital will remain etched in everyone’s mind. At the urging of the newly elected President, Trump recorded a video message to the Americans begging, on the one hand, his mob followers to abandon the violence and go home, but at the same time repeating with recidivism that he and his followers have been “Robbed” by irregular elections, thus maintaining the same thesis of the conspiracy against him.
Then, in his last message, he promised that the transition of powers to Joe Biden on January 20, will take place in an orderly manner and that in any case he will continue to fight to prove the alleged irregularity of the elections, despite the fact that the counting of those elections was checked 62 times.
Donald Trump represents a pathological case never seen in American presidential history. For four years he posed as the “Messiah” who came to save America and managed to create for himself an army of follower apostles ready to do anything to defend it. It is well known that for some time America has been in the crosshairs of political observers as the country in which those who have money live and those who have no more, the country on the crest of the wave of a sick capitalism, the country with unhealthy foreign policy, the a country where black citizens have never had the fullness of rights and treatment or, at least, the same respect enjoyed by so-called whites.
Therefore, if America were to change, the immature American electorate could have voted a true socialist in power. But four years ago he preferred to vote for a far-right populist figure who proved to be racist, who disfellowshipped America from peaceful coexistence agreements with other states (see the US-Iran agreement), who broke away from global agreements to combat rampant global warming, a figure who understood that he could, as he did, mobilize white supremacists by constructing bogus pretexts and colossal lies, such as the supposed irregularity of the elections, to make America great and “give back America to the Americans ”, the slogan preferred by his mob followers who have all the characteristics of a sect more than just political affiliation.
Trump was also the president, in the history of America, who treated the media with abominable contempt, accusing them of “fake news” pushers even though, as for “fake news”, he was the biggest drug dealer with the fabrication of the conspiracy based on the supposed irregularity of the elections.

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