BREXIT: PRENDERE O LASCIARE – UK E UE AI FERRI CORTI Servizio di Concetto La Malfa

L’ormai annoso affare Brexit è destinato a passare alla storia quale la crisi parlamentare britannica più profonda dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Il barrage delle opinioni dissenzienti e la loro disunità sono tali che la possibilità di un “No deal” con l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa senza un accordo si fa sempre più probabile.
Theresa May ha chiesto all’EU una proroga di tre mesi della data del Brexit, ma il Presidente del Consiglio UE Donald Tusk ha offerto solo una proroga più breve a condizione che l’accordo Brexit proposto dalla May, che l’UE ha già approvato, venga approvato dal Parlamento inglese.
Ciò premesso, non è facile supporre che dopo due bocciature la proposta May venga votata favorevolmente dal Parlamento in seduta plenaria la prossima settimana.
In attesa di quest’ultimo tentativo stasera Theresa May ha parlato alla nazione da Downing Street, esortando il paese e le forze politiche ad accettare il suo piano che è il solo che da una parte è fedele ai dettami del referendum circa l’uscita dall’UE e nel contempo assicura un’uscita “soft” che salvaguardi gli interessi e il benessere dei cittadini della Gran Bretagna sotto diversi aspetti.
Se la proposta viene ancora una volta bocciata e l’UE rimane ferma in quanto espresso da Donald Tusk, l’impasse sarà insormontabile. In tal caso l’UK potrebbe uscire dall’UE senza alcun accordo con disastrose conseguenze. Ma in un simile caotico scenario è proprio difficile prevedere cosa possa succedere.



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